Il 2026 è andato meglio del previsto, ma il finale d'anno si annuncia più difficile. Nel Congiuntura Flash del 22 settembre 2026 il Centro Studi Confindustria ha alzato la stima di crescita del PIL italiano a +0,8%, contro il +0,5% di aprile, e ha avvertito che la crescita rallenterà tra fine anno e il 2027. Le ragioni sono tre, e toccano direttamente il conto economico di una PMI: energia cara, inflazione in risalita e tassi di interesse che tornano a salire.

Cosa dice il Congiuntura Flash

Il rialzo della stima poggia sui risultati migliori delle attese dei primi due trimestri e sugli ultimi effetti della spesa del PNRR. Ma il quadro che si apre ora è meno favorevole:

  • Inflazione. Ad agosto ha raggiunto il +3,3% annuo, il massimo dell'anno, contro il +1,0% di inizio 2026. Trainano i prezzi energetici al consumo (+17,1%, dopo il -6,2% di inizio anno), soprattutto i carburanti.
  • Energia. Il gas in Europa è salito a 77 euro/MWh a settembre, contro i 33 di febbraio: il livello più alto dalla fine del 2022. Pesa la chiusura quasi completa dello stretto di Hormuz, che tiene alti i prezzi di petrolio e gas.
  • Tassi. A settembre la BCE ha alzato i tassi di un quarto di punto, al 2,50%, dopo la prima mossa di giugno, nel timore che l'inflazione dell'area euro resti a lungo sopra il 2%.
  • PNRR. Lo stimolo del piano si esaurisce nel terzo trimestre, e viene meno un sostegno importante a investimenti e cantieri.

I dati recenti raccontano già un'attività in raffreddamento: l'indice PMI manifatturiero di agosto è sceso a 49,6, sotto la soglia di 50 che separa espansione e contrazione, e gli investimenti del secondo trimestre sono cresciuti di appena lo 0,3%. Per Confindustria, inflazione più alta e rialzo dei tassi frenano consumi e investimenti.

Perché riguarda una PMI

Una PMI non decide il prezzo del gas né il tasso della BCE. Decide però quanto in fretta se ne accorge: costi che salgono, finanziamenti che costano di più e ordini che rallentano si vedono nei numeri con settimane di anticipo, a patto di guardarli.

Tre punti del conto economico da guardare subito

1. Il costo dell'energia sulla marginalità. Per molte imprese l'energia pesa in modo diverso da prodotto a prodotto. Se i listini non sono stati aggiornati, la marginalità di alcune linee si sta assottigliando senza che nessuno se ne accorga, perché il margine medio nasconde i singoli casi. Conviene ricalcolare la marginalità per prodotto, cliente o commessa con i costi di oggi, e non con quelli di inizio anno.

2. Il costo dell'indebitamento. Dopo due rialzi della BCE, i finanziamenti a tasso variabile costano di più, e i rinnovi di affidamenti e linee di credito avverranno a condizioni diverse. Vale la pena calcolare quanto pesano oggi gli oneri finanziari sul margine operativo, e quanto pesterebbero con altri due rialzi. Il rapporto tra debito e margine, letto insieme alle scadenze, dice quanto spazio resta.

3. Il circolante. Con costi in aumento e clienti che rallentano i pagamenti, il fabbisogno di capitale circolante cresce prima che i margini se ne accorgano. Un piano di tesoreria a 13 settimane, aggiornato ogni settimana, è lo strumento più semplice per non scoprire un buco di cassa a fine mese.

Cosa fare nelle prossime settimane

  • Aggiornare listini e preventivi con i costi correnti, prevedendo dove possibile clausole di revisione prezzi sui contratti a lungo termine.
  • Simulare due scenari nel budget del 2027: uno con energia e tassi ai livelli attuali, uno con un ulteriore peggioramento. Non serve un modello complicato, basta sapere dove si rompe il conto economico.
  • Parlare per tempo con la banca. Presentarsi con numeri aggiornati e un piano di tesoreria, prima della scadenza di una linea, cambia il tono della conversazione.
  • Rivedere gli investimenti in funzione dei nuovi costi del denaro e delle agevolazioni ancora disponibili: un credito d'imposta o un contributo in conto interessi incide sul rendimento effettivo dell'operazione.
  • Impostare pochi indicatori di allerta: marginalità per linea, incidenza dell'energia sui ricavi, oneri finanziari sul margine operativo, giorni di incasso. Quattro numeri, controllati ogni mese.

Il punto

Il Congiuntura Flash non annuncia una crisi: dice che la crescita, in un anno andato meglio del previsto, sta per rallentare, con costi dell'energia e del denaro più alti. Per una PMI la differenza la fa la velocità con cui questi dati arrivano sul conto economico e sul piano di cassa. Chi ha un controllo di gestione che funziona lo vede in anticipo e può correggere il tiro; chi lavora sul bilancio dell'anno scorso lo scopre quando le scelte sono ormai poche.

Questo articolo ha finalità divulgative e non costituisce consulenza legale, fiscale o finanziaria. I dati citati provengono dal Congiuntura Flash del Centro Studi Confindustria del 22 settembre 2026 — fonte: ANSA — e dalla sintesi pubblicata da Format Research. Le stime sono soggette a revisione.