Le imprese rimaste escluse da Transizione 5.0 per esaurimento fondi — i cosiddetti "esodati" — hanno ottenuto un credito d'imposta pari all'89,77% di quanto richiesto. Ma per usarlo devono fare i conti con una scadenza stretta: tutto in compensazione F24 entro il 31 dicembre 2026. CNA chiede un correttivo: ecco la situazione, aggiornata a oggi.

Aggiornamento del 16 ottobre 2026

La scadenza non è cambiata: il credito va compensato in F24 entro il 31 dicembre 2026, con il codice tributo 7079 istituito dall'Agenzia delle Entrate con la risoluzione 14/E del 16 aprile 2026. La richiesta di CNA di usare la quota residua negli anni successivi, ad oggi, non risulta accolta. Restano circa due mesi e mezzo: chi non ha ancora verificato la propria capienza fiscale deve farlo adesso.

Chi sono gli "esodati" di Transizione 5.0

Nel 2025 il plafond di Transizione 5.0 si è esaurito prima del previsto. Molte imprese che avevano presentato al GSE, tra il 7 e il 27 novembre 2025, comunicazioni preventive per progetti valutati tecnicamente ammissibili sono rimaste senza copertura finanziaria, pur avendo rispettato tempi e procedure previste. È a queste imprese che si è iniziato a fare riferimento come "esodati del Piano Transizione 5.0".

Due decreti in poche settimane

Lo sblocco delle risorse è passato attraverso due interventi normativi ravvicinati:

  • DL 38/2026 (27 marzo 2026): riconosceva alle imprese esodate un credito d'imposta limitato al 35% di quanto originariamente prenotato, da usare solo in compensazione F24 entro il 31 dicembre 2026.
  • DL 42/2026 (3 aprile 2026): ha riscritto la norma, alzando il plafond a 1.302,3 milioni di euro per il 2026 e portando il credito riconosciuto all'89,77% dell'importo originariamente richiesto. Confermato, però, il vincolo di utilizzo: solo in F24, solo entro fine 2026.

Il DL 38/2026 è stato poi convertito dalla legge 22 maggio 2026, n. 88, che ha abrogato il DL 42 facendone salvi gli effetti: oggi le regole sono nel testo vigente dell'articolo 8 del DL 38/2026.

Il GSE ha comunicato alle imprese beneficiarie l'importo spettante entro il 30 aprile 2026, come previsto dalla norma.

Il punto critico

Lo stesso DL 42/2026 lascia intendere che il vincolo dell'unico anno d'imposta possa penalizzare le imprese con capienza fiscale insufficiente, aprendo alla possibilità di ulteriori correttivi. È esattamente su questo punto che si è mossa CNA: il 9 luglio ha chiesto un intervento per consentire l'uso della quota non compensata entro il 2026 negli esercizi successivi, fino al 2030.

Perché il vincolo temporale pesa

Molte PMI hanno una capienza fiscale che non consente di compensare in un solo anno crediti maturati su investimenti importanti in macchinari e tecnologie. Se la norma resta invariata, una quota del beneficio già riconosciuto — non il 35% iniziale, ma l'89,77% attuale — rischia comunque di andare persa per le imprese con imposte dovute insufficienti ad assorbirlo entro dicembre.

A metà ottobre la richiesta di CNA non risulta accolta. Finché non arriva una norma diversa, conviene trattare il 31 dicembre 2026 come una scadenza definitiva.

Cosa fare, in pratica

  • Se hai una comunicazione preventiva GSE di novembre 2025, verifica l'importo del credito 89,77% comunicato dal GSE entro il 30 aprile 2026.
  • Simula gli F24 dei prossimi mesi per capire se riusciresti a compensare l'intero importo entro il 31 dicembre 2026.
  • In F24 usa il codice tributo 7079, nella sezione Erario: l'importo compensato non può superare quello comunicato dal GSE, altrimenti l'F24 viene scartato.
  • Se emerge un rischio di capienza insufficiente, valuta con il tuo consulente le opzioni disponibili, incluso il monitoraggio di eventuali correttivi normativi in arrivo.
  • Non aspettare dicembre per fare i conti: prima si individua un problema di capienza, più margine di manovra resta.

Approfondimenti. Il quadro completo degli incentivi 2026 è in Transizione 5.0 e iperammortamento: cosa cambia per i tuoi investimenti; per chi ha investimenti nel nuovo piano, leggete anche come inviare la conferma al GSE. Seguiamo le pratiche fino all'incasso: vedi Finanza agevolata.

Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e riflettono un quadro normativo intervenuto con più decreti ravvicinati (DL 38/2026 e DL 42/2026) e tuttora oggetto di richieste di correttivo da parte delle associazioni di categoria. Le condizioni di utilizzo del credito Transizione 5.0 vanno sempre verificate rispetto alla normativa vigente e alla situazione specifica dell'impresa, con il supporto di un professionista.

Testo redatto con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale, a partire dalle fonti citate. La responsabilità editoriale dei contenuti è di Audacis S.r.l. Maggiori informazioni.