Le imprese rimaste escluse da Transizione 5.0 per esaurimento fondi — i cosiddetti "esodati" — hanno ottenuto un credito d'imposta pari all'89,77% di quanto richiesto. Ma per usarlo devono fare i conti con una scadenza stretta: tutto in compensazione F24 entro il 31 dicembre 2026. CNA chiede un correttivo: ecco la situazione, aggiornata a oggi.

Chi sono gli "esodati" di Transizione 5.0

Nel 2025 il plafond di Transizione 5.0 si è esaurito prima del previsto. Molte imprese che avevano presentato al GSE, tra il 7 e il 27 novembre 2025, comunicazioni preventive per progetti valutati tecnicamente ammissibili sono rimaste senza copertura finanziaria, pur avendo rispettato tempi e procedure previste. È a queste imprese che si è iniziato a fare riferimento come "esodati del Piano Transizione 5.0".

Due decreti in poche settimane

Lo sblocco delle risorse — reso possibile da una rimodulazione del PNRR e da fondi della Legge di Bilancio 2026, per un totale di circa 4,25 miliardi di euro — è passato attraverso due interventi normativi ravvicinati:

  • DL 38/2026 (27 marzo 2026): riconosceva alle imprese esodate un credito d'imposta limitato al 35% di quanto originariamente prenotato, da usare solo in compensazione F24 entro il 31 dicembre 2026.
  • DL 42/2026 (3 aprile 2026): ha riscritto la norma, alzando il plafond e portando il credito riconosciuto all'89,77% dell'importo originariamente richiesto. Confermato, però, il vincolo di utilizzo: solo in F24, solo entro fine 2026.

Il GSE ha comunicato alle imprese beneficiarie l'importo spettante entro il 30 aprile 2026, come previsto dalla norma.

Il punto critico

Lo stesso DL 42/2026 lascia intendere che il vincolo dell'unico anno d'imposta possa penalizzare le imprese con capienza fiscale insufficiente, aprendo alla possibilità di ulteriori correttivi. È esattamente su questo punto che si è mossa CNA: il 9 luglio ha chiesto un intervento per consentire l'uso della quota non compensata entro il 2026 negli esercizi successivi, fino al 2030.

Perché il vincolo temporale pesa

Molte PMI hanno una capienza fiscale che non consente di compensare in un solo anno crediti maturati su investimenti importanti in macchinari e tecnologie. Se la norma resta invariata, una quota del beneficio già riconosciuto — non il 35% iniziale, ma l'89,77% attuale — rischia comunque di andare persa per le imprese con imposte dovute insufficienti ad assorbirlo entro dicembre.

Al momento la richiesta di CNA è al vaglio: non risulta ancora una risposta definitiva del Governo, ed è un aspetto da monitorare nelle prossime settimane.

Cosa fare, in pratica

  • Se hai una comunicazione preventiva GSE di novembre 2025, verifica l'importo del credito 89,77% comunicato dal GSE entro il 30 aprile 2026.
  • Simula gli F24 dei prossimi mesi per capire se riusciresti a compensare l'intero importo entro il 31 dicembre 2026.
  • Se emerge un rischio di capienza insufficiente, valuta con il tuo consulente le opzioni disponibili, incluso il monitoraggio di eventuali correttivi normativi in arrivo.
  • Non aspettare dicembre per fare i conti: prima si individua un problema di capienza, più margine di manovra resta.

Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e riflettono un quadro normativo intervenuto con più decreti ravvicinati (DL 38/2026 e DL 42/2026) e tuttora oggetto di richieste di correttivo da parte delle associazioni di categoria. Le condizioni di utilizzo del credito Transizione 5.0 vanno sempre verificate rispetto alla normativa vigente e alla situazione specifica dell'impresa, con il supporto di un professionista.